Pillole di Mental Tennis: Autoconvinzione

29.06.2020

Sicuramente sapete che il tennis è uno sport in cui la componente mentale riveste una parte fondamentale nell'arco di una partita.Quello che, forse, non sapete è come allenare e migliorare alcuni aspetti mentali del vostro gioco semplicemente mentre state giocando a tennis e continuando a divertirvi. Mi occupo di preparazione mentale per giovani tennisti da alcuni anni e quello che mi capita di vedere sono questi due estremi:

- O la preparazione mentale passa attraverso complicate tecniche di mental training, validate scientificamente sulla base di modelli testati su professionisti;

- Oppure tutto il resto è appannaggio del maestro di tennis, che molto spesso è imprigionato nella trasmissione di una conoscenza del tennis fortemente rigida e metodica, in cui la cura degli aspetti mentali fatica a coniugarsi in un apprendimento "divertente".

Vi proporrò alcune pillole per allenare alcune componenti mentali che, secondo il modello della Fit, compongono la cosiddetta "forza mentale del tennista".

La quarta pillola è dedicata al concetto di Autoconvinzione.

Potremmo definire l'autoconvinzione, limitatamente alla partita di tennis, con la frase: "Sapere di saper fare".

L'autoconvinzione permette al tennista di eseguire, schemi e colpi in maniera spontanea ed efficace. Essa cresce in rapporto alla qualità dell'allenamento e alla crescita tecnico-tattica del giocatore.Tuttavia la partita , a differenza dell'allenamento, può mettere in crisi l'autoconvinzione del giocatore per varie ragioni. Ne presento solo due, fra le più importanti:

- La partita mette pressione: la pressione è quella che Brad Gilbert (coach internazionale) definisce come quella forza invisibile a cui non ci si può sottrarre e che mette a dura prova entrambi I contendenti.

- L'avversario che proverà ad attaccare I nostri punti deboli provando a farci sentire fragili, vulnerabili, attaccabili, sguarniti.

Nei giovani tennisti in età adolescenziale molto spesso l'autoconvinzione in un match coincide con il concetto di autostima.E' pertanto essenziale il lavoro del Preparatore Mentale e del Maestro di Tennis per separare questi due aspetti nella mente del giovane tennista.In parole semplici: sbagliare tanti dritti non vuol dire essere una cattiva persona o essere stupidi o emotivamente inadeguati. E' molto semplice a dirsi ma i tennisti giovani e molti meno giovani sanno quanto sia complicato a farsi.

Il lavoro che svolgo con i giovani atleti che incontro passa attraverso il complesso lavoro di migliorare l'autoconvinzione in prima battuta col dialogo e la relazione ragionando insieme ed in gruppo su alcuni aspetti e obbiettivi:

- Concedersi in un match la possibilità di sbagliare

- Collegare l'errore a delle cause situazionali e specifiche della partita o del momento del match

- Sviluppare nel giocatore la capacità di problem solving e riuscire a risolvere difficoltà in campo

- Bilanciare la parte emotiva e la parte cognitiva in una partita fornendo al ragazzo più strumenti per conoscersi meglio e capire cosa sta succedendo.

- Allentare l'autocritica distruttiva che un giocatore può fare in partita.

Detto ciò, ovviamente, come sottolineato, per quanto riguarda l'autoconvinzione, ma in generale tutte le abilità di cui si è parlato, dialogo e relazione sono le componenti più importanti per incidere positivamente sui progressi di un tennista.

Ciononostante ci sono alcuni "trucchetti" che possiamo utilizzare quando ci alleniamo per migliorare questo aspetto.

Alcuni esercizi pratici


Colpi a rimbalzo:

Il maestro fa eseguire al suo allievo una serie di 15/20 colpi a rimbalzo prima solo diritto poi solo rovescio in cui il cesto è disposto all'esterno del campo. Il Maestro disponendosi in maniera così esterna libera la visuale del giocatore permettondogli di avere un effetto ottico di grande spazio e confort.Il giocatore è libero di provare, sperimentare, sbagliare. E' molto importante che il maestro non suggerisca o non corregga gli allievi in questo lavoro.

Servizio:

L'allievo prova ad eseguire un serie di servizi in cui:

- Nella Prima fase parte dalla trophy position e tiene le gambe completamente ferme. Prova quindi a colpire la palla molto lentamente utilizzando tutti gli effetti che conosce.Con un cronometro provera tutti gli effetti e tutti gli angoli.

- Nella seconda fase potrà effettuare il caricamento (mulinello) e riproverà tutti gli effetti e tutti gli angoli.

- Nella terza fase utilizzerà l'azione delle gambe provando tutti gli effetti e tutti gli angoli.


Match:

Due giocatori fanno una partita a tempo in cui I punti non vengono contati. 

Maestro e/o Preparatore Mentale possono lavorare in sinergia per far riflettere il giocatore sulle fasi di transizione fra un punto e l'altro e non tanto su quello che accade nel punto. Sarà più semplice anche lavorare sulle autocritiche che vengono autorivolte in quanto nei fatti non c'è una competizione. 

La partita svincolata dal punteggio assume quindi una nuova "gestalt" per il giocatore:

Da una angosciosa battaglia di forza, si affaccia anche il pensiero di un gioco fatto di eleganti mosse e contromosse con cui creare e risolvere problemi.

Data la complessità del lavoro e l'importanza del sospendere I giudizi da parte del maestro è caldamente consigliata la presenza dello psicologo che si occupa di preparazione mentale nel Tennis durante lo svolgimento.